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San Luigi Orione

San Luigi Orione

 

"Fabbricati" i suoi primi preti, pensò subito alle missioni e nel 1913 ne invia alcuni ad aprire una tenda in Brasile, poi in Palestina, a Rodi ... Dal 1915 dà inizio anche ad una fondazione femminile che si articolerà presto in tre rami (Piccole Suore Missionarie della Carità, Suore Sacramentine Adoratrici non vedenti e Suore Contemplative del SS.mo Crocefisso). Con le Suore inizia l'attività caritativa dei Piccoli Cottolengo per i poveri più poveri, di ambo i sessi, abbandonati, malati, rifiutati e senza possibilità di assistenza.

Fece suo il motto "La nostra Carità non serra porte" e stabilì che a chi bussa alle sue Case non si chieda se ha soldi o se è credente, ma solo se ha un dolore. Altre Case aprì in Polonia (1923), poi negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Albania e, personalmente, nel 1921 e nel 1934, in Sudamerica per attivare istituzioni a servizio degli emigranti, degli orfani e dei poveri. Amò e divulgò l'amore più tenero alla Madonna (per lei costruì il grande Santuario-Basilica della Madonna della Guardia in Tortona) ravvivando le devozioni popolari, rilevando chiese abbandonate o cadenti per ridonarle al culto. Lavorò moltissimo per riportare alla Chiesa sacerdoti vittime del modernismo ed anche sacerdoti in difficoltà. L'ultima sua opera, nel 1939, a Genova per signore Nobili, ma per varie circostanze ridotte in povertà e abbandono.

 

Morì a Sanremo il 12 marzo 1940, all'età di 68 anni, lasciando un grande rimpianto ed una ragguardevole costellazione di opere: 120 Istituti, 820 religiosi (Sacerdoti, Fratelli Coadiutori, Eremiti). Di questi, i sacerdoti erano 220; le suore erano alcune centinaia. Umile, dimesso, attivissimo nonostante la condizione di una salute precaria, capì ed interpretò la povertà del suo tempo ed ebbe intelligente conoscenza della storia e del suo cammino: il suo carisma è ancora attuale e fresco. Si era proposto, e lo fece con tutto l'ardore, il progetto di aiutare il povero, le classi lavoratrici, nel binomio religione-patria. Alle sfide del liberalismo, del socialismo e del positivismo tese a scristianizzare la società, oppose il linguaggio della carità.

Don Orione fece suo l'anelito di Cristo "Siano tutti una cosa sola". Nelle Costituzioni della sua Congregazione è scritto: "E' proprio del nostro Istituto l'impegno di pregare, lavorare e sacrificarsi per ripristinare, nella Chiesa, l'unità spezzata e favorire con ogni mezzo quello slancio ecumenico che lo Spirito ha suscitato nella sua Chiesa"....................................................................... << parte 1°

 

 
 
 
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